Per un secolo di Guerre Popolari, verso la vittoria del socialismo e comunismo
Dunque, gli imperialisti e i
loro servi vorrebbero che celebrassimo l'arrivo del nuovo millennio. Benissimo,
ma il millennio di chi? Il millennio di questi parassiti del popolo, che
ha creato ogni cosa? E come, poi, dovremmo festeggiarlo? Aspettandoli
nell'anticamera del loro banchetto, dove si ingozzano dei frutti del nostro
lavoro e ballano sul pavimento coperto dagli scheletri delle loro vittime
al suono stridente delle loro macchine da guerra, che ancora stanno seminando
morte e devastazione? Dovremmo dimenticarci dei loro secoli di inumano
sfruttamento, di guerre di conquista, di rapine, di condanna a una miseria
inimmaginabile per miliardi di persone, di genocidii, di Auschwitz e Hiroshima?
Dovremmo stare lì rispettosi, abbagliati dai loro ninnoli, istupiditi
dalle promesse della loro propaganda, docili come agnelli? Certo che gli
piacerebbe!
Per tutti gli oppressori la storia
inizia dal loro stesso regno oppressione. È poi cercano vanamente di immortalare
la loro effimera esistenza e fermando il tempo e plasmandolo secondo la
loro volontà e il loro arbitrio. Ma la marcia dell'umanità non conosce
soste. La storia ci ha insegnato che corone e calendari sono spazzati
via senza riguardi dall'implacabile agenda della lotta di classe, che
inevitabilmente si va imponendo, tra svolte e tornanti. Così sarà sino
a quando lo sfruttamento e l'oppressione non saranno eliminati una volta
per tutte.
E che cosa mostra il nostro calendario?
Eroiche epopee, non di imperatori né di santi, ma di dannati della terra.
Ribellioni e rivolte, ora qui ora là, a volte schiacciate e crocifisse,
che ciononostante inarrestabilmente divampano, mettendo da parte le bugie
dei pacificatori religiosi e rompendo la pace degli oppressori. Per secoli
gli oppressi hanno sognato e sperato di porre fine alla loro miseria e
alle loro sofferenze. Sprofondati in un'esistenza miserabile e massacrata
dal lavoro, hanno assaporato la memoria di società ardentemente desiderate
libere dallo sfruttamento. Vivide espressioni di arti e musica hanno animato
i loro sogni di una nuova alba. Si sono sollevati contro l'oppressione,
combattuto i padroni, visto una nuova vita. Non dimentichiamo che è stata
questa lotta, questo incessante sforzo per porre fine al brutale sfruttamento
e a un'esistenza inumana, che ha spinto in avanti l'umanità. Ma i frutti
della loro lotta non sono mai stati loro. Se ne sono appropriati dei nuovi
sfruttatori, e i loro venti di libertà sono diventati nuove catene di
schiavitù.
Ci sono voluti molti millenni
di lotte e violente ricostruzioni di società per trovare la risposta definitiva:
il proletariato, nato dal capitalismo e destinato ad esserne il becchino.
L'ultima classe, classe internazionalista. Una classe che può liberare
se stessa solo emancipando l'intera umanità. Il sorgere del proletariato
e le sue lotte produssero la sua ideologia, il marxismo, mirabile sintesi
di lotte, idee ed esperienze, tutte al servizio della classe e della sua
missione storica. Il corso tortuoso della storia dell'umanità fu rivelato
nella sua grandezza logica, come storia della lotta di classe. I proclami
di immortalità degli sfruttatori furono smascherati come le angosciate
pretese di un ordine agonizzante. La marcia dell'umanità si fece cosciente
e osò dare l'assalto ai bastioni della reazione. Ricordiamo alcune date
rosse di questo calendario, alla fine del 19° secolo: il Manifesto Comunista;
la fondazione della I Internazionale; la pubblicazione del Capitale, che
mise a nudo i gangli del sistema capitalista indicandone l'inevitabile
destino; i giorni eroici della Comune di Parigi; la fondazione della II
Internazionale, che lanciò il 1° Maggio, giornata internazionale dei lavoratori,
l'8 Marzo, giornata internazionale delle donne, la battaglia per la giornata
lavorativa di 8 ore. Tutto questo nell'arco di appena 50 anni! Quale classe
nella storia ha realizzato tanto in cosi poco tempo? E non erano che i
fuochi di apertura.
Che dire degli imperialisti e
i loro servi che, proprio come oggi, celebravano boriosi la nascita del
20° secolo? Gli imperialisti si guardavano intorno e vedevano un mondo
schiacciato sotto i loro talloni di ferro. Le loro baionette e i rapaci
monopoli del capitale finanziario strangolavano Africa, Asia e America
Latina. La guerra era scomparsa dall'Europa, i revisionisti della II Internazionale
erano tutti impegnati a firmare accordi con i loro padroni e a tenere
incatenata la rabbia della classe operaia. Si paventava un'epoca di crescita
e superprofitti senza precedenti. Così appariva il mondo agli imperialisti
nel 1900.
Neanche vent'anni dopo, tutto
gli esplose tra le mani. La guerra sconvolse l'Europa. Molte corone rotolarono
giù per le strade. La rivoluzione d'Ottobre diede vita all'Unione Sovietica
socialista e il suo fuoco diede ai popoli oppressi del mondo il marxismo-leninismo,
seconda tappa del marxismo. Fu fondata la III Internazionale, che travolse
le illusioni della collaborazione di classe costruite dai revisionisti.
Col potere politico nelle loro mani, gli operai e i contadini dell'Unione
Sovietica iniziarono la costruzione di un sistema socioeconomico completamente
nuovo, che innescò un'esplosione della crescita delle forze produttive.
Le fabbriche e i campi non erano più le galere delle masse lavoratrici
ma strumenti nelle loro mani per la trasformazione della società. La Costruzione
del socialismo in Unione Sovietica cominciò a mostrare la strada di una
società libera dallo sfruttamento.
Gli imperialisti ebbero successo
nel soffocare le fiamme della rivoluzione e della lotta di liberazione
nazionale in molti paesi. Si vantarono di aver fermato la rivoluzione,
ma la pace per loro non durò a lungo. Ottennero anzi recessione, fascismo,
un'altra guerra mondiale e altre rivoluzioni. La vittoria della rivoluzione
cinese liberò un quarto dell'umanità, segnò la strada della rivoluzione
di nuova democrazia nei paesi oppressi e diede ai proletari di tutto il
mondo la loro sviluppata scienza militare, la guerra popolare. Il campo
socialista arrivò a comprendere un terzo della popolazione mondiale. Malgrado
tutti i tentativi degli imperialisti e dei loro servi di fermare le lotte
di liberazione dei popoli oppressi e di sviarli con la recita delle concessioni
dell'"indipendenza", le nazioni oppresse continuarono ad essere
il centro della tempesta della rivoluzione proletaria mondiale. Sotto
la direzione di Mao Tsetung ebbe luogo un sussulto rivoluzionario senza
precedenti, la grande Rivoluzione Culturale Proletaria, in cui decine
di milioni di operai, contadini e giovani rivoluzionari si scagliarono
contro i seguaci della via capitalista in una grandiosa lotta per trasformare
la società verso un futuro comunista, in cui tutte le distinzioni di classe
e le vestigia dello sfruttamento di classe saranno completamente eliminate.
"Ma questa è storia passata",
ci dicono in coro imperialisti, reazionari e revisionisti. Ci siamo già
ripresi prima l'Unione Sovietica e poi anche la Cina, ci dicono. Guardate,
continuano, il mondo oggi è saldamente nostro e i prossimi secoli ci appartengono.
Bene, sono sproloqui arroganti che abbiamo già sentito. Non dissero lo
stesso dopo la carneficina della Comune di Parigi per poi precipitarsi
in Russia, solo pochi decenni dopo, sui campi di battaglia della rivoluzione
d'Ottobre? Non dissero lo stesso quando i revisionisti usurparono il potere
socialista in Unione Sovietica per poi correre, insanguinati dalla testa
ai piedi, quando le poderose tempeste della Grande Rivoluzione Culturale
Proletaria in Cina diffusero il marxismo-leninismo-maoismo, la nuova,
terza e superiore tappa dell'ideologia proletaria, in tutto il mondo,
e furono la scintilla di una più grande ondata di rivolte rivoluzionarie
e ribellioni?
Anche oggi, mentre imperialisti
e reazionari strombazzano arrogantemente la loro vittoria, le guerre popolari
maoiste stanno assestando duri colpi, avanzando tra svolte e tornanti,
mentre ancor più guerre popolari sono in preparazione. I marxisti-leninisti-maoisti,
uniti nel Movimento Rivoluzionario Internazionalista, avanzano per porre
il maoismo a comando e guida della nuova emergente ondata della rivoluzione
proletaria mondiale. Il maoismo viene impugnato dai Partiti Comunisti
per guidare e dirigere questa nuova grande ondata. Il Movimento Rivoluzionario
Internazionalista è presente attraverso i suoi partiti e organizzazioni,
organizzazioni candidate e sostenitori nei quattro angoli del mondo, dall'Iran
alla Colombia, dal Bangladesh allo Sri Lanka, dagli Stati Uniti all'Italia,
dalla Turchia all'Afganistan all'India come in altre parti di Africa,
Caraibi, America Centrale ed Europa. In Perù e Nepal il proletariato,
diretto da partiti d'avanguardia maoisti uniti nel MRI, ha ancora una
volta stabilito il suo potere politico rosso in vaste regioni rurali.
Cose lontane, insignificanti?
Non certo per i proletari con coscienza di classe e i popoli oppressi
e sfruttati di tutto il mondo. Le vittorie ispiratrici in Perù e Nepal
non sono più lontane di quanto lo fossero nello Yenan, in Cina. Sono vittorie
ottenute attraverso una dura lotta per assumere, difendere e applicare
il marxismo-leninismo-maoismo, versando sangue per la causa del popolo
e sconfiggendo le feroci campagne di accerchiamento e annientamento del
nemico. La battaglia della "restaurazione-controrestaurazione"
è condotta in Nepal e Perù, mentre i reazionari cercano di cancellare
il potere politico rosso del popolo e le guerre popolari stanno combattendo
per difendere ed espandere le basi d'appoggio, dove prevale il potere
del popolo.
I fucili che crepitano nelle
mani dei guerriglieri contadini diretti dai maoisti del TKP(ML) che combattono
per stabilire le loro basi rosse; la formazione e il rafforzamento di
partiti maoisti uniti nel Movimento Rivoluzionario Internazionalista nelle
nazioni oppresse; le lotte armate rivoluzionarie dirette dai maoisti e
forze rivoluzionarie, interne ed esterne al MRI, nelle Filippine, in India,
Bangladesh e altri paesi, la "talpa rivoluzionaria" che scava
dentro le visceri dei mostri imperialisti attraverso la costruzione e
rafforzamento di partiti maoisti in quei paesi; tutti questi sono segni
chiarissimi per tutti coloro che li vogliono vedere.
Il futuro è radioso ma, naturalmente, il sentiero è tortuoso. Noi maoisti
non ci spaventiamo per questo. Siamo discepoli di Mao, che ci ha insegnato
che "niente è impossibile al mondo per chi osa scalare le alture".
Le gloriose conquiste del nostro distaccamento avanzato in Perù sono
una vibrante testimonianza di queste parole. Il Partito Comunista del
Perù ha dovuto affrontare una situazione difficile dopo la cattura del
suo Presidente nel 1992. Ma la gioia dei nemici è stata fatta a pezzi
dallo stesso Presidente Gonzalo attraverso il suo potente e ispirato discorso
del 24 settembre del '92 dalla prigione, nel quale, dimostrando la forza
materialista dell'ottimismo rivoluzionario e della morale comunista, egli
ha affermato con forza che quel colpo non era che un "tornante lungo
la strada", e che "la strada è lunga, ma noi la percorreremo
sino in fondo. Vinceremo!". Il PCP ha perseverato lungo la via della
guerra popolare, fronteggiando le campagne di annientamento del nemico,
ha schiacciato sia i vili attacchi di una Linea Opportunista di Destra
(LOD) che collabora col nemico e fa appelli a porre fine alla guerra attraverso
"accordi di pace", sia la propaganda del nemico secondo cui
il Presidente Gonzalo stesso avrebbe fatto appelli per "accordi di
pace", voce di cui non esiste alcuna prova e che il PCP ha denunciato
come una manovra.
Perdurando la situazione di strettissimo
e completo isolamento del Presidente Gonzalo, il MRI, nel suo appello
del marzo 1995 "Uniamo per la difesa della nostra bandiera rossa
che sventola in Perù", ha rigettato la LOD, affermando: "…non
si possono accettare comunicazioni indirette e non verificabili attribuite
al Presidente Gonzalo come rappresentative del suo pensiero … la lotta
per la fine del suo isolamento deve continuare". Le masse rivoluzionarie
di tutto il mondo sanno bene che il regime di Fujimori, che il PCP definisce
Fascista, genocida e vendipatria, è noto per i suoi genocidi, le montature
fabbricate, ecc.
Seguendo la linea rossa del Presidente
Gonzalo, il PCP ha difeso, continuato e sviluppato la guerra popolare
e oggi, dopo la cattura del compagno Feliciano, il compagno Julio assunto
la direzione del Comitato Centrale. Il CC del PCP ha annunciato che la
guerra popolare sta ora superando il "tornante lungo la strada",
che si trova nella tappa dell'equilibrio strategico e che continua ininterrottamente
la sua marcia verso la conquista del potere in tutto il paese. Il MRI
ha lanciato campagne su scala mondiale a sostegno della guerra popolare
in Perù, per difendere la vita del Presidente Gonzalo e per respingere
la LOD. Di fronte a notizie di nuovi e più gravi pericoli per la sua vita,
il MRI si è unito al PCP e al popolo peruviano nella richiesta che il
regime di Fujimori presenti il Presidente Gonzalo di fronte alla stampa
televisiva nazionale e internazionale e che gli sia consentito di fare
dichiarazioni dal vivo. Il MRI riafferma la sua determinazione di proseguire
la lotta a sostegno della guerra popolare e a difesa della vita del Presidente
Gonzalo e, congiuntamente, ora anche della vita del compagno Feliciano.
Se gli imperialisti e i loro
servi hanno accarezzato il sogno di poter contenere la guerra popolare
in Perù, oggi hanno un nuovo incubo: l'Himalaya è in fiamme. La guerra
popolare, iniziata dal Partito Comunista del Nepal (Maoista) sotto la
direzione del compagno Prachanda, avanza tenendo testa al nemico in dure
battaglie. Tutti i mostri e i loro servi si sono uniti disperatamente
per salvare il regime nepalese dal suo destino. L'imperialismo USA e l'espansionismo
indiano stanno facendo un lavoro particolarmente sporco a sostegno del
regime reazionario nepalese nelle sua campagne repressive genocide. Anche
gli stati reazionari di Israele, Sri Lanka e Perù sono stati coinvolti,
ma la guerra popolare continua ad avanzare. Due milioni di persone stanno
costruendo un nuovo futuro di potere in vaste aree, in cui le grinfie
del nemico sono state distrutte. Guidate dal Partito, esse stanno costruendo
nuovi organi di potere, difendendoli ed espandendoli con le armi strappate
al nemico. Senza dubbio, la strada che hanno davanti non è affatto piana,
ma nessuna grande conquista storica è mai stata piana. Armata del marxismo-leninismo-maoismo,
la guerra popolare continuerà e vincerà, fungendo così da esempio che
ispirerà i popoli di altri paesi, in particolare nel Sud dell'Asia, a
condurre guerre all'imperialismo e alla reazione.
Dunque, dove avevamo lasciato
gli imperialisti e i loro lacchè? Già, al loro futuro, alle loro promesse;
alla loro pretesa che il marxismo, la dittatura del proletariato, il socialismo
e il partito comunista sono stati sconfitti con il collasso dell'Unione
Sovietica socialimperialista; alla loro asserzione che la democrazia occidentale
e il capitalismo ci stanno conducendo ad una nuova età di prosperità.
Ma possono forse negare che ciò che ha disintegrato l'URSS non è stato
altro che la bancarotta del revisionismo, che le promesse del capitalismo
non hanno portato nient'altro che miseria a quei milioni di persone che
già erano oppresse dal socialimperialismo? Non è la pace che hanno portato
ma guerre scatenate dai reazionari e fomentate dalle rivalità imperialiste.
Ciò che sta emergendo non è una pace mondiale, ma nuovi centri di contesa
imperialista.
Tra le due tendenze, alla rivoluzione
e alla guerra mondiale, è la rivoluzione la tendenza principale oggi nel
mondo. La contraddizione principale è quella tra imperialismo e popoli
e nazioni oppressi. In un contesto di instabilità, guerre e ribellioni,
gli imperialisti sono tutti presi a lanciare proclami e contare profitti,
ma noi comunisti vediamo nuove opportunità per il proletariato e le masse
di rivendicare la loro eredità socialista forgiando nuovi partiti maoisti
che inizino e guidino guerre popolari fino alla vittoria. Questo è quel
che faremo, e lo faremo in entrambi i tipi di paesi, in quelli dominati
dall'imperialismo come nelle cittadelle imperialiste, secondo le condizioni
specifiche di ciascun paese. Ciò avverrà.
Che dire della loro pietosa bugia
che il libero mercato sta portando ad una nuova era di pace e prosperità?
Guardiamo i fatti. All'inizio del 19° secolo il tenore medio di vita nei
paesi più ricchi era solo tre volte superiore a quello nei paesi più poveri.
Nel 1900 era circa sei volte superiore. Oggi è di circa venti volte superiore.
Gli apologeti dell'imperialismo parlano di miglioramento della salute
e dell'aspettativa di vita ma mentre i più avanzati e costosi trattamenti
per la salute sono disponibili nei paesi occidentali, ogni giorno 40.000
bambini muoiono nei paesi del terzo mondo a causa di malattie evitabili.
Negli stessi USA più di un bambino su dieci vie in estrema povertà. Più
di 35 milioni di persone soffrono, a diversi livelli, la fame.
E che dire della loro rivoluzione
Hi-tech? Ha dato risultati? Sì, certo: un individuo, Bill Gates, ha ammassato
ricchezze equivalenti al PIL di decine delle nazioni più povere del mondo
messe insieme. Consideriamo internet. Molti si sono illusi che ci avrebbe
portato ad una nuova era di democrazia globale "dalla gente alla
gente", ma oggi è sempre più chiaro che internet è principalmente
un mezzo per connettersi ad uno sterminato mercato capitalista ad alta
velocità. Sotto questo sistema, la tecnologia e la conoscenza che l'umanità
ha costruito attraverso innumerevoli generazioni, non sono usate per liberare
l'umanità ma per arricchire quelli che si di appropriano di tale tecnologia.
Il benessere e la conoscenza prodotti dai popoli del mondo non possono
mai essere usati al servizio dei popoli stessi fino a quando questa minoranza
di sfruttatori mantiene il potere politico.
Una vecchia poesia di un rivoluzionario
irlandese dice: "Noi vogliamo solo il mondo". È così. Il proletariato
e le masse lavoratrici vogliono solo questo. Non è giusto? Guardate le
cieche forze dell'imperialismo che calpestano ogni umanità, devastano
il globo intero nell'avida caccia ai profitti. Guardate i reazionari che
dominano i paesi oppresse vendendo il popolo e la terra ai loro padroni
imperialisti per gonfiare i loro conti in banca e affogare nel lusso.
Guardate lo stato in cui è l'umanità: oppressione di classe, nazionale,
sessuale, razziale, etnica, di casta; sciovinismo, bigottismo religioso;
lavoro di bambini, commerci di carne umana, forme brutali di servitù feudali;
livelli di vita di una miseria impensabile. Guardate alla forza creativa
delle masse, all'immensa capacità delle forze produttive tenute alla catena
di un sistema irrazionale e inumano. Basta! Noi vogliamo il mondo, tutto
il mondo, ed è giusto. Noi, i maoisti, uniti nel MRI, dichiariamo risolutamente
la nostra determinazione ad assumerci le responsabilità poste da questa
giusta richiesta delle masse sfruttate e oppresse di tutto il mondo. Sì,
insieme con le masse, legati ad esse e servendole, noi ci impegniamo a
fare del 21° secolo un secolo di guerre popolari, in marcia verso il futuro
glorioso del comunismo.
VIVA LA RIVOLUZIONE PROLETARIA MONDIALE!
VIVA IL MARXISMO-LENINISMO-MAOISMO!
VIVA LE GUERRE POPOLARI!
MUOVERE CIELO E TERRA PER DIFENDERE LA VITA DEL PRESIDENTE GONZALO!
INSEDIAMO IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALISTA NEI CUORI DEGLI
OPPRESSI!
Movimento Rivoluzionario Internazionalista
1° maggio 2000
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