VIVA IL MARXISMO-LENINISMO-MAOISMO
Introduzione
Nel 1984 fu fondato il Movimento Rivoluzionario Internazionalista, che raggruppava
i nuclei dei maoisti rivoluzionari di tutto il mondo, determinati
a portare avanti la lotta per un mondo senza sfruttamento e oppressione,
senza imperialismo, un mondo in cui la profonda divisione della
società in classi sia superata, il mondo comunista del futuro. Sin
dalla formazione del nostro Movimento, abbiamo continuato ad avanzare
e oggi, in occasione del centenario di Mao Tsetung, coscienti della
nostre responsabilità, dichiariamo al proletariato internazionale
e alle masse oppresse del mondo che la nostra ideologia guida è
il Marxismo-Leninismo-Maoismo.
Il nostro Movimento è stato fondato sulla base della Dichiarazione del Movimento Rivoluzionario Internazionalista adottata
dalla Seconda Conferenza dei Partiti e delle Organizzazioni marxiste-leniniste
nel l984. La Dichiarazione afferma l’ideologia proletaria rivoluzionaria e,
su questa base, nel suo insieme definisce correttamente i compiti
dei comunisti rivoluzionari dei differenti paesi e su scala mondiale,
tratta la storia del movimento comunista internazionale e un certo
numero di altre questioni vitali. Oggi riconfermiamo la Dichiarazione
come solido fondamento del nostro Movimento, su cui stiamo costruendo
una nuova più chiara e profonda comprensione della nostra ideologia
e un’ancora più solida unità del nostro Movimento.
La Dichiarazione sottolinea correttamente; “lo sviluppo qualitativo apportato da Mao Tsetung
alla scienza del marxismo-leninismo” e afferma che questi l’ha sviluppata
ad “un nuovo livello”. Tuttavia, l’uso del termine “marxismo-leninismo-pensiero
di Mao’ nella nostra Dichiarazione rifletteva una comprensione ancora parziale di questo
nuovo stadio. Negli ultimi nove anni il nostro Movimento è stato
impegnato in una lunga, ricca e complessiva discussione e lotta
per comprendere ancora di più gli sviluppi del Marxismo attuati
da Mao. Durante questo stesso periodo i partiti e le organizzazioni
del nostro Movimento e il MRJ nel suo complesso sono stati impegnati
in una lotta rivoluzionaria contro l’imperialismo e la reazione.
Più importante è stata l’esperienza avanzata della Guerra Popolare
guidata dal Partito Comunista del Perù, che ha avuto successo nella
mobilitazione delle masse, spazzando via lo stato in molte parti
del paese e stabilendo il nuovo potere degli operai e dei contadini
in queste zone. Questi avanzamenti, in teoria e in pratica, ci hanno
permesso di approfondire ulteriormente la nostra comprensione dell'ideologia
proletaria e su questa base abbiamo fatto un altro passo in avanti
verso il riconoscimento del Marxismo-Leninismo-Maoismo come nuova,
terza e superiore tappa del marxismo.
Nuova, Terza e Superiore
Tappa del Marxismo
Mao Tsetung ha elaborato molte tesi su tutta una serie di questioni vitali
per la rivoluzione. Ma il Maoismo non è solo la sommatoria dei grandi
contributi di Mao. Si tratta dello sviluppo complessivo e generale
del marxismo-leninismo ad un nuovo e superiore livello. Il marxismo-leninismo-maoismo
è un tutto unitario; è l’ideologia del proletariato sintetizzata
e sviluppata a nuovi livelli ‑ dal marxismo, al marxismo-leninismo,
al marxismo-leninismo-maoismo ‑ da Karl Marx, V.I. Lenin e
Mao, sulla base delle esperienze del proletariato e dell’umanità
nella lotta di classe, nella lotta per la produzione e nella ricerca
scientifica. È l’arma invincibile che consente al proletariato di
comprendere il mondo e di cambiarlo con la rivoluzione. Il marxismo-leninismo-maoismo
è un’ideologia applicabile universalmente, viva e scientifica, che
si sviluppa costantemente e costantemente viene arricchita dalla
sua applicazione, sia con la rivoluzione, sia con l’avanzamento
della conoscenza dell’umanità in generale.
Il marxismo-leninismo-maoismo è nemico di tutte le forme di revisionismo
e dogmatismo. Questa ideologia poderosa perché verificata.
Karl Marx
Karl Marx sviluppò per primo il comunismo rivoluzionario, circa 150 anni
fa. Con la collaborazione del suo stretto compagno d’armi, Frederick
Engels, sviluppò un sistema filosofico generale, il materialismo
dialettico, scoprì le leggi fondamentali che plasmano la storia
dell’umanità.
Marx sviluppò una scienza dell’economia politica che ha svelato lo sfruttamento
del proletariato e l’intrinseca anarchia e le contraddizioni del
modo di produzione capitalistico. Karl Marx sviluppò la sua teoria
rivoluzionaria in stretto rapporto con, e per servire, la lotta
di classe del proletariato internazionale. Fondò la Prima Internazionale
e scrisse, insieme ad Engels, il Manifesto Comunista lanciando
il suo forte appello: “proletari di tutto il mondo unitevi!”. Marx
prestò dedicò grande attenzione alle lezioni della Comune di Parigi
del 1871, il primo grande tentativo del proletariato di prendere
il potere statale, e le sintetizzò.
Armò così il proletariato mondiale della coscienza della sua missione storica:
prendere il potere politico con la rivoluzione e usare questo potere
‑ la dittatura del proletariato ‑ per trasformare le
condizioni sociali fin dalle fondamenta per eliminare la divisione
della società in differenti classi.
Nel movimento proletario, Marx condusse la lotta contro gli opportunisti
che cercavano di confinare la lotta dei lavoratori al miglioramento
delle condizioni di schiavitù salariata, senza mettere in discussione
l’esistenza stessa di questa schiavitù.
La posizione, il punto di vista e il metodo di Marx presero il nome di marxismo,
che rappresenta la prima grande pietra miliare nello sviluppo dell’ideologia
del proletariato.
V.I. Lenin
Guidando il movimento rivoluzionario proletario in Russia e
la lotta nel movimento comunista internazionale contro il revisionismo,
V.I. Lenin sviluppò il marxismo ad un livello
completamente nuovo.
Tra i tanti contributi, Lenin analizzò lo sviluppo del capitalismo nel suo
stadio finale e supremo, l’imperialismo. Egli mostrò che il mondo
era diviso tra un pugno di potenze imperialiste e la grande maggioranza
delle nazioni e popoli oppressi, e mostrò che le potenze imperialiste
sarebbero state periodicamente costrette a fare la guerra per ripartirsi
il mondo. Lenin descrisse l’era in cui viviamo come l’era dell’imperialismo
e della rivoluzione proletaria. Lenin sviluppò il partito politico
di nuovo tipo, il Partito Comunista, come strumento indispensabile
del proletariato per la direzione delle masse rivoluzionarie e per
la presa del potere.
Ancora più importante, Lenin elevò la teoria e la pratica della rivoluzione
proletaria ad un livello completamente nuovo, guidando per la prima
volta il proletariato alla presa e consolidamento del potere politico,
alla dittatura rivoluzionaria, con la vittoria della Rivoluzione
d’Ottobre nell’ex Russia zarista nel 1917.
Lenin condusse una lotta durissima contro i revisionisti del suo tempo all’interno
della Seconda Internazionale, che avevano tradito la rivoluzione
proletaria e avevano chiamato i lavoratori a difendere gli interessi
dei propri padroni imperialisti nella Prima Guerra Mondiale.
I “fucili dell’Ottobre” e la lotta di Lenin contro il revisionismo diffusero
ulteriormente il movimento comunista in tutto il mondo, unendo le
lotte dei popoli oppressi con la rivoluzione proletaria mondiale,
e fu formata là Terza Internazionale (o Internazionale Comunista).
Lo sviluppo complessivo del marxismo realizzato da Lenin rappresenta il
secondo grande salto nello sviluppo dell’ideologia proletaria.
Dopo la morte di Lenin, Stalin difese la dittatura proletaria contro i nemici
sia interni sia esterni, gli invasori imperialisti durante la Seconda
Guerra Mondiale, e portò avanti la causa della costruzione socialista
e la trasformazione dell’Unione Sovietica. Stalin lottò perché il
movimento comunista internazionale riconoscesse il marxismo-leninismo
come seconda -, grande pietra miliare nello sviluppo dell’ideologia proletaria.
Mao Tsetung
Mao Tsetung sviluppò il marxismo-leninismo ad un nuovo e più alto stadio
nel corso dei molti anni in cui fu alla guida della rivoluzione
cinese, della lotta mondiale contro il revisionismo moderno e, ancora
più importante, della ricerca, in teoria e in pratica, del metodo
della continuazione della rivoluzione sotto la dittatura del proletariato
per prevenire la restaurazione del capitalismo e continuare ad avanzare
verso il comunismo. Mao sviluppò enormemente tutte e tre le parti
che compongono il marxismo ‑ filosofia, economia politica e socialismo scientifico.
Mao Tsetung affermò: “il potere politico nasce dalla canna del fucile”.
Sviluppò in modo complessivo la scienza militare del proletariato, attraverso
la sua teoria e pratica della guerra popolare. Mao Tsetung ci ha
insegnato che gli uomini. non le armi, sono il fattore decisivo
nella guerra. Sottolineò che ogni classe ha la sua forma specifica
di guerra con, caratteri, scopi e mezzi suoi specifici. Mise in
risalto che ogni logica militare può essere ridotta al principio
“voi combattete a modo vostro, io a modo mio”, e che il proletariato
deve forgiare la strategia e la tattica militare che facciano pesare
i suoi particolari vantaggi, scatenando e appoggiandosi sull’iniziativa
e l’entusiasmo delle masse rivoluzionarie.
Mao stabilì che la politica di conquistare basi d’appoggio e instaurare
sistematicamente il potere politico era il punto chiave per scatenare
le masse e sviluppare la forza armata del popolo
e l’espansione a ondate del loro potere politico. Egli insistette
sulla necessità di dirigere le masse nella realizzazione di trasformazioni
rivoluzionarie nelle basi d’appoggio e per svilupparle politicamente,
economicamente e culturalmente in funzione dell’avanzata della guerra
rivoluzionaria.
Mao ci insegnò che è il partito deve controllare il fucile e che mai a questo
deve essere permesso di controllare il partito. Il partito deve
essere costruito come strumento capace di iniziare e condurre la
guerra rivoluzionaria, sottolineando che il compito centrale della
rivoluzione è la presa del potere politico per mezzo della violenza
rivoluzionaria. La teoria di Mao della Guerra Popolare è applicabile
universalmente in tutti i paesi, sebbene vada applicata tenendo
conto della situazione concreta in ogni paese e, in particolare,
tenendo conto delle vie rivoluzionarie nei due tipi generali di
paesi ‑ paesi imperialisti e paesi oppressi ‑ che esistono
nel mondo oggi.
Mao risolse il problema di come fare la rivoluzione in un paese dominato
dall’imperialismo. La via fondamentale da lui tracciata per la rivoluzione
in Cina rappresenta un’inestimabile contributo alla teoria e alla
pratica della rivoluzione ed è la guida per raggiungere la liberazione
nei paesi oppressi dall’imperialismo. Vale a dire Guerra Popolare
di lunga durata, accerchiare le città dalle campagne, con la lotta
armata come forma principale di lotta e l’esercito guidato dal partito
come forma principale di organizzazione delle masse, mobilitando
i contadini, principalmente i contadini poveri, portando avanti
la rivoluzione agraria: costruendo un fronte unito sotto la direzione
del partito comunista per condurre la rivoluzione di Nuova Democrazia
contro l’imperialismo, il feudalesimo e il capitalismo burocratico,
e stabilendo la dittatura congiunta delle classi rivoluzionare guidate
dal proletariato come presupposto necessario per la rivoluzione
socialista, che deve immediatamente seguire la vittoria nel primo
stadio della rivoluzione. Mao portò avanti la tesi delle “tre armi
magiche” ‑ il partito, l’esercito e il fronte unito ‑
strumenti indispensabili per fare la rivoluzione in ogni paese a
seconda delle condizioni specifiche e della via della rivoluzione.
Mao Tsetung sviluppò in modo grandioso la filosofia proletaria, il materialismo
dialettico. In particolare, egli mise in risalto che la legge della
contraddizione, l’unità e lotta degli opposti, è la legge fondamentale
che governa la natura e la società. Egli sottolineò che l’unità
e l’identità di tutte le cose è temporanea e relativa, mentre la
lotta tra gli opposti è permanente e assoluta, e ciò dà origine
a rotture radicali e salti rivoluzionari. Applicò magistralmente
questa concezione all’analisi dei rapporti tra teoria e pratica,
sottolineando che la pratica è l’unica fonte e il criterio ultimo
della verità, e sottolineando inoltre il salto dalla teoria alla
pratica rivoluzionaria. Così facendo Mao sviluppò ulteriormente
la teoria proletaria della conoscenza. Spronò sempre a portare alle
enormi masse la filosofia, popolarizzando, per esempio, il fatto
che “l’uno di divide in due”, in opposizione alla tesi revisionista
dei “due che si combinano in uno”.
Mao sviluppò ulteriormente la comprensione che “il popolo e solo il popolo
è la forza motrice che fa la storia del mondo”. Sviluppò la teoria
della linea di massa: “prendere le idee delle masse (idee sparse
e non sistematiche) e concentrarle (attraverso lo studio trasformarle
in idee concentrate e sistematiche), per poi ritornare alle masse
e propagandare e spiegare queste idee fino a quando le masse non
le abbracceranno come proprie, le assumeranno fermamente e le trasformeranno
in azione, provando in questa azione la correttezza di quelle idee
”. Mao mise in risalto la profonda verità che la materia può essere
trasformata in coscienza e la coscienza in materia, sviluppando
ulteriormente la comprensione del ruolo dinamico dell’uomo cosciente
in ogni campo dell’attività umana.
Mao Tsetung guidò la lotta internazionale contro il moderno revisionismo
capeggiato dai revisionisti kruscioviani. Egli difese la linea politica
e ideologica comunista contro i revisionisti moderni e fece appello
ai veri rivoluzionari proletari a rompere col loro e a forgiare
partiti basati sui principi marxisti-leninisti-maoisti.
Mao intraprese una penetrante analisi delle lezioni della restaurazione
del capitalismo nell’URSS e degli errori così come degli aspetti
positivi della costruzione del socialismo in quel paese. Mentre
difendeva i grandi contributi di Stalin, allo stesso tempo ne criticava
gli errori. Egli sintetizzò l’esperienza della rivoluzione socialista
in Cina e la ripetuta lotta tra le due linee contro il quartier
generale revisionista all’interno del Partito Comunista Cinese.
Applicò magistralmente la dialettica materialista all’analisi delle
contraddizioni della società socialista.
Mao ci insegnò che il partito deve giocare il ruolo d’avanguardia ‑
prima, durante e dopo la presa del potere ‑ nella direzione
del proletariato nella storica lotta per il comunismo. Sviluppò
la comprensione di come preservare il carattere rivoluzionario proletario
del partito, conducendo la lotta ideologica attiva contro l’influenza
borghese e piccolo-borghese nei suoi ranghi, con la formazione ideologica
dei membri del partito, con la critica e l’autocritica e la lotta
delle due linee contro le linee opportuniste e revisioniste nel
partito. Mao ci insegnò che una volta che il proletariato ha preso
il potere e il partito diventa la forza guida dentro lo stato socialista,
la contraddizione tra il partito e le masse diventa un’espressione
concentrata delle contraddizioni che segnano la società socialista
come periodo di transizione tra il capitalismo e il comunismo.
Mao Tsetung sviluppò la comprensione proletaria dell’economia politica,
del ruolo contraddittorio e dinamico della stessa produzione e la
sua interrelazione con la sovrastruttura ideologica e politica della
società. Mao ci insegnò che il sistema di proprietà è decisivo nei
rapporti di produzione ma che, sotto il socialismo, si deve fare
attenzione a che la proprietà pubblica sia socialista nel contenuto
e nella forma. Sottolineò l’interazione tra il sistema della proprietà
socialista e gli altri due aspetti dei rapporti di produzione, i
rapporti tra il popolo impegnato nella produzione e il sistema di
distribuzione. Mao sviluppò la tesi leninista che la politica è
l’espressione concentrata dell’economia, mostrando che nella società
socialista la correttezza della linea politica e ideologica determina
se il proletariato detiene effettivamente i mezzi di produzione.
Per contro, egli mise in risalto che il sorgere del revisionismo
significa il sorgere della borghesia, e che a causa la natura contraddittoria
della base economica socialista sarebbe facile per coloro che intraprendono
la via capitalistica instaurare il sistema capitalistico, una volta
al potere.
Mao Tsetung criticò profondamente la teoria revisionista delle forze produttive
e concluse che la sovrastruttura, la coscienza, può trasformare
la base e con il potere politico sviluppare le forze produttive.
Tutto questo ha preso forma nella parola d’ordine di Mao: “Fare
la rivoluzione, Promuovere la produzione”.
Mao Tsetung diede inizio e guidò la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria,
che rappresentò un grande balzo in avanti nell’esperienza dell’esercizio
della dittatura del proletariato. Centinaia di milioni di persone
si sollevarono per rovesciare quelli che avevano intrapreso la via
capitalistica, che erano emersi all’interno della società socialista
e che erano particolarmente concentrati nella stessa direzione del
partito (come Liu Shao-chi, Lin Piao e Deng Xiao-ping). Mao guidò
il proletariato e le masse nella sfida ai seguaci della
via capitalistica, imponendo gli interessi, il punto di vista e
la volontà della grande maggioranza in ogni sfera che, perfino nella
società socialista, era rimasta riserva privata delle classi sfruttatrici
e del loro modo di pensare.
Le grandi vittorie riportate nella Rivoluzione Culturale impedirono la restaurazione
del capitalismo in Cina per un decennio e guidarono le grandi trasformazioni
nella base economica così come nell’educazione, letteratura e arte,
ricerca scientifica e altre parti della sovrastruttura. Con la direzione
di Mao le masse misero a nudo alle radici la base che genera il
capitalismo ‑ come il diritto borghese e le tre grandi differenze,
tra città e campagna, tra operai e contadini, e tra lavoro manuale
e mentale.
Nel corso di dure lotte ideologiche e politiche, milioni di lavoratori e
altri milioni di masse rivoluzionarie approfondirono grandemente
la loro coscienza di classe e padronanza del marxismo-leninismo-maoismo
e rafforzarono la loro capacità di usare il potere politico. La
Rivoluzione Culturale fu condotta come parte della lotta internazionale
del proletariato e fu una base di educazione per l’internazionalismo
proletario.
Mao comprese la relazione dialettica tra la necessità di una leadership
rivoluzionaria e la necessità di far sollevare le masse rivoluzionarie
dal basso e di appoggiarsi a esse per instaurare la dittatura del
proletariato. In questo modo, il rafforzamento della dittatura del
proletariato fu anche l’esercizio più ampio e profondo, fino ad
allora mai raggiunto nel mondo, della democrazia proletaria,
ed emersero leader eroici rivoluzionari, come Chiang Ching e Chang
Chun Chiao, che stettero dalla parte delle masse e le guidarono
nella battaglia contro i revisionisti, e continuarono a tenere alta
la bandiera del marxismo-leninismo-maoismo anche di fronte a dure
sconfitte.
Lenin disse: “È marxista solo chi estende il riconoscimento della lotta di classe al riconoscimento
della dittatura del proletariato.” Alla luce delle inestimabili
lezioni e degli avanzamenti raggiunti con la Grande Rivoluzione
Culturale Proletaria guidata da Mao, questa linea divisoria si è
approfondita ulteriormente. Adesso si può affermare che è marxista
solo chi estende il riconoscimento della lotta di classe al riconoscimento
della dittatura del proletariato e al riconoscimento dell’oggettiva
esistenza delle classi, delle contraddizioni antagonistiche di classe,
della borghesia nel partito e della continuazione della lotta di
classe sotto la dittatura del proletariato durante tutto il periodo
che va dal socialismo al comunismo. Come ha detto energicamente
Mao: “La mancanza di chiarezza su tale questione condurrà al revisionismo.”
La restaurazione capitalistica seguita al colpo di stato controrivoluzionario
del 1976 guidato da Hua Kuo-feng e Deng Xiao-ping non nega in alcun
modo il Maoismo o le conquiste storico-mondiali e le grandissime
lezioni della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria; piuttosto,
questa sconfitta conferma la tesi di Mao sulla natura della società
socialista e la necessità di continuare la rivoluzione sotto la
dittatura del proletariato.
Chiaramente, la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria rappresenta un epopea
storico-universale della rivoluzione, un momento vittorioso per
i comunisti e i rivoluzionari del mondo, un’acquisizione imperitura.
Sebbene abbiamo davanti a noi tutto una strada da fare, quella rivoluzione
ci ha lasciato grandi lezioni che stiamo già applicando come, per
esempio, il fatto che la trasformazione ideologica è fondamentale
affinché la nostra classe possa prendere il potere.
Marxismo-Leninismo-Maoismo:
la terza grande pietra miliare
Già nel corso della rivoluzione cinese Mao aveva sviluppato il marxismo-leninismo
in molti campi importanti. Ma è stato nel fuoco della Grande Rivoluzione
Culturale Proletaria che la nostra ideologia ha compiuto un salto,
e che la terza grande pietra miliare, il marxismo-leninismo-maoismo,
è emersa completamente. Dall’altezza superiore del marxismo-leninismo-maoismo
i comunisti rivoluzionari possono comprendere gli insegnamenti dei
precedenti grandi leader ancora più profondamente, e perfino i primi
contributi di Mao acquistano un significato più profondo. Oggi,
senza il Maoismo non ci può essere marxismo-leninismo. Indubbiamente,
negare il Maoismo significa negare lo stesso marxismo-leninismo.
Ognuna delle grandi pietre miliari nello sviluppo dell’ideologia rivoluzionaria
del proletariato ha incontrato grandi resistenze ed è stata riconosciuta
solo attraverso una lotta intensa e la sua applicazione nella pratica
rivoluzionaria. Oggi, il Movimento Rivoluzionario Internazionalista
dichiara che il marxismo-leninismo-maoismo deve essere al comando
della rivoluzione mondiale e deve guidarla.
Centinaia di milioni di proletari e masse oppresse del mondo vengono sempre
più spinti alla lotta contro il sistema imperialista mondiale e
contro tutta la reazione. Nel campo di battaglia contro il nemico
cercano la loro propria bandiera. Noi comunisti rivoluzionari dobbiamo
usare la nostra ideologia universale e diffonderla tra le masse
per scatenarle ancora di più e organizzare le loro forze, per prendere
il potere con la violenza rivoluzionaria. Per fare questo, i partiti
marxisti-leninisti-maoisti, uniti nei Movimento Rivoluzionario Internazionalista,
devono essere formati là dove ancora non esistono e quelli già esistenti
devono essere rafforzati per preparare, lanciare e portare alla
vittoria la guerra popolare per la presa del potere del proletariato
e dei popoli oppressi. Noi dobbiamo tenere alto, difendere e, più
importante ancora, applicare il marxismo-leninismo-maoismo.
Dobbiamo far avanzare la lotta per la formazione di una Internazionale Comunista
di nuovo tipo. basata sul marxismo-leninismo-maoismo. La rivoluzione
proletaria mondiale non può avanzare verso la vittoria senza aver
forgiato tale arma perché, come ci ha insegnato Mao, o al comunismo
ci arriviamo tutti o non ci arriva nessuno.
Mao Tsetung ha detto: “il marxismo consiste di migliaia di verità, ma in
ultima analisi tutte si riducono ad una: ribellarsi è giusto.” Il
Movimento Rivoluzionario Internazionalista prende la ribellione
delle masse come proprio punto di partenza e chiama il proletariato e i rivoluzionari di
tutto il mondo ad abbracciare il marxismo-leninismo-maoismo. Questa
ideologia combattente, liberatrice. si deve far comprendere al proletariato
e a tutti gli oppressi, perché solo essa può far sì che la ribellione
delle masse spazzi via migliaia di anni di sfruttamento di classe
e può far nascere il nuovo mondo del comunismo.
TENIAMO ALTA LA GRANDE
BANDIERA ROSSA DEL
MARXISMO- LENINISMO-MAOISMO!
26 Dicembre 1993
Movimento Rivoluzionario Internazionalista
SULLA SITUAZIONE MONDIALE
Nel 1984 la Dichiarazione del Movimento Rivoluzionario Internazionalista
segnalava: “Il mondo nato dalla Seconda Guerra Mondiale si sta
rapidamente sfaldando. I rapporti politici ed economici internazionali,
la ‘spartizione del mondo’, stabiliti attraverso la Seconda Guerra Mondiale,
e in seguito ad essa, non corrispondono più ai bisogni, delle varie
potenze imperialiste, di estensione “pacifica” dei loro imperi basati
sui profitti. Mentre il mondo nato dalla Seconda Guerra Mondiale
è stato sottoposto a cambiamenti importanti come risultato dei conflitti
tra gli imperialisti e specialmente come risultato della lotta rivoluzionaria,
oggi è tutta l’intera rete di rapporti economici, politici e militari
che è messa in discussione. La relativa stabilità delle maggiori
potenze imperialiste... si sta disgregando. Le lotte rivoluzionarie
delle nazioni oppresse stanno crescendo e danno altri colpi all’ordine
mondiale imperialista... L’acutizzarsi delle contraddizioni sta
trascinando, e in futuro lo farà ancor più drammaticamente, tutti
i paesi e le regioni del mondo e settori di masse precedentemente
assopiti o ai o margini della vita politica, nel vortice della storia
mondiale. Perciò, i comunisti rivoluzionari devono prepararsi e
preparare gli operai che hanno coscienza di classe e gli altri settori
rivoluzionari del popolo a intensificare la loro lotta rivoluzionaria.”
L’analisi della Dichiarazione sulla transitorietà dell’ordine mondiale
esistente e il suo appello alla preparazione urgente di fronte ai
rapidi cambiamenti e salti negli sviluppi, sono stati convalidati
dagli avvenimenti mondiali, sebbene l’esatto svolgimento degli avvenimenti
‑ il collasso del campo socialimperialista sovietico e l’attenuazione
dell’acuta rivalità tra i blocchi imperialisti degli USA e quello
a guida sovietica che aveva portato il mondo sull’orlo della guerra
mondiale ‑ non potevano essere anticipati.
In un contesto di aggravamento della crisi del sistema imperialista, tra
i principali elemneti salienti dell’attuale situazione mondiale
includiamo: il sorgere di lotte nelle nazioni oppresse del mondo,
in particolare le gloriose conquiste della Guerra Popolare in Perù,
l’irrompere delle ribellioni perfino nel ventre delle terribili
bestie imperialiste, il riemergere dell’imperialismo USA come unico
grande gendarme dell’ordine imperialista, l’intervento imperialista
e l’aggressione contro i paesi oppresse e lo sfruttamento intensificato
e gli attacchi contro masse dei paesi oppresse e negli stessi paesi
imperialisti, e il riallineamento che sta avendo luogo tra le potenze
imperialiste.
I sogni imperialisti di
un “Nuovo Ordine Mondiale”
Alla vigilia del collasso del campo imperialista sovietico, che era in effetti
solo un’evidente manifestazione della terribile crisi che attanaglia
tutto il sistema imperialista. del quale l’Unione Sovietica era
un grande pilastro, gli USA dichiararono tronfi la nascita di un
“Nuovo Ordine Mondiale”. Per i loro apologeti in casa e per gli
ingenui, il nuovo ordine veniva abilmente mascherato da parole come
“rispetto del diritto internazionale”, “nuova era di pace”, “democrazia”,
“lotta contro la tirannia e la dittatura”, e perfino “diritti umani”.
Le potenze imperialiste che fino a ieri quasi si scannavano, ora
davano spettacolo, abbracciandosi. Le Nazioni Unite e gli altri
organi imperialisti mondiali venivano presentati come i guardiani
della “nuova era della pace mondiale”. Gli imperialisti avevano
buon gioco nel coprire la vera natura del collasso del blocco social-imperialista
sovietico e utilizzavano questo collasso per disarmare le masse
oppresse dell’ideologia rivoluzionaria del comunismo. I loro ideologi,
assieme a reazionari e revisionisti di ogni sorta, hanno lanciato
un’offensiva controrivoluzionaria, proclamando la fine della visione
comunista di un mondo libero dallo sfruttamento, e dichiarando addirittura
la “fine della storia”.
L’imperialismo, la reazione e il revisionismo hanno fatto di tutto per far
svolazzare la cenciosa e cadente bandiera della “democrazia”, questo
inumano, sanguinolento governo del capitale, e lo hanno presentato
come l’unica alternativa. Era ovviamente solo sinistra propaganda,
perché i sordidi, criminali risultati reali sono fin troppo evidenti.
L’atto di nascita di questo “nuovo” ordine mondiale è stata la brutale devastazione
dell’Iraq per mano degli USA, con l’aiuto delle altre potenze imperialiste,
e di una novella legione straniera composta da soldati dei paesi
dominati. Lo scopo era ritagliarsi imperi e terrorizzare gli oppressi
per tenerli sottomessi. Ma tutto ciò è servito solo a strappare
loro la maschera della “pace” e a dimostrare ancora una volta che
i regimi compradori delle nazioni oppresse non potranno mai dare
colpi risolutivi e senza compromessi ai loro padroni imperialisti.
Gli imperialisti hanno messo in piedi lo spettacolo del disarmo,
ma la pace non potrà mai venire dalle sale dei banchetti di queste
sanguisughe. Malgrado tutti i loro patti e trattati, tutti loro,
in particolare gli USA e gli attuali imperialisti russi, mantengono
arsenali mortali in grado di distruggere il mondo diverse volte.
Gli imperialisti hanno parlato di una “nuova era di sviluppo e cooperazione”
ma l’unico risultato è stato quello di un aumento del già intenso
sfruttamento delle masse delle nazioni oppresse e degli stessi paesi
capitalisti ‑ l’immiserimento dei veri produttori. Nei paesi
dell’ex blocco sovietico, compresa la Russia,
il nudo governo del capitale sta sempre più riducendo a brandelli
le illusioni di prosperità e crescita ‘senza crisi’. I sogni degli
imperialisti occidentali di superare le loro crisi si sono trasformati
in incubi, poiché si impantanano sempre di più, creano problemi
e subiscono sconfitte, e adesso fronteggiano l’ira degli oppressi
perfino nei loro stessi paesi. Il corso degli eventi è stato rapido,
sottolineando ancora una volta l’instabilità della situazione mondiale.
Le trombe della controffensiva reazionaria, che solo un paio d’anni
fa tuonavano forte, trovano adesso sempre più orecchie sorde. Sempre
più ampi settori di masse in molte parti del mondo continuano ad
essere mossi alla resistenza, alla ribellione e alla rivoluzione,
sempre più consci della bancarotta dei marci revisionisti, e danno
il benvenuto alla brillante nascita del potere rosso nelle alte
montagne del Perù, cercando il modo per sferrare colpi sempre più
duri contro i propri oppressori.
Il “Grande disordine”
è cosa buona
Mao Tsetung, grande dirigente del proletariato mondiale, ci ha insegnato
che l’imperialismo alza sempre grandi massi da scagliare contro
gli oppressi ma finisce con il farseli cadere addosso rompendosi
i piedi. Questo è pienamente vero in relazione all’attuale situazione
mondiale. Tutta la prosopopea per il loro “nuovo” ordine mondiale
e l’attuale corso degli eventi non fanno che provare oltre ogni dubbio che niente di buono può venire da questo
sistema divoratore dell’umanità. Le loro istituzioni, i reazionari loro
lacchè e i revisionisti loro strumento vengono smascherati sempre
di più. La Guerra Popolare in Perù ha creato basi d’appoggio dove
la nostra classe ha ancora una volta instaurato il potere popolare.
Nelle nazioni oppresse del mondo, “l’occhio del ciclone” della rivoluzione
mondiale, stanno crescendo le lotte e la resistenza delle masse
contro l’imperialismo e i loro lacchè reazionari, i vecchi leader
venduti sono messi da parte e nuove generazioni si stanno assumendo
i compiti necessari all’avanzamento delle loro lotte. C’è fermento
e ribellione, a vari livelli, in ogni settore delle masse oppresse,
tra le donne, i giovani e gli strati più profondi delle masse, incatenate
per secoli dalla reazione in tutte le sue mostruose forme. Il terribile
grande despota, gli USA hanno appena ricevuto una batosta sonora
proprio dentro il proprio territorio ad opera delle vittime dell’oppressione
di classe e di razza. E la tigre di carta imperialista continua
ad essere perforata dalle lance accuminate delle masse oppresse
in tutti i paesi che essa osa aggredire. Si sta formando una grande
marea di “disordine rivoluzionario”, e questo è bene.
Alla luce della profonda crisi del sistema imperialista mondiale, tutte
le maggiori contraddizioni, la
contraddizione tra paesi oppressi e potenze imperialiste, la contraddizione
tra il proletariato e la borghesia nei paesi capitalisti e imperialisti
e la contraddizione tra le stesse potenze imperialiste subiscono
nuovi sviluppi. Tra queste, si stanno intensificando la contraddizione
tra nazioni oppresse e potenze imperialiste e, in misura significativa,
sebbene secondaria, la contraddizione tra il proletariato e la borghesia
nei paesi imperialisti. Il collasso del campo imperialista sovietico
ha portato ad un allentamento della contraddizione interimperialistica
rispetto livelli di intensità precedente. Ma la collusione imperialista
si basa sul conflitto, che si manifesta oggi nel riallineamento
e nelle nuove rivalità che hanno luogo tra le potenze imperialiste
di fronte all’approfondirsi della loro crisi e alle crescenti lotte
dei popoli.
Ripetiamo le parole della Dichiarazione del 1984, in tempi in cui
si vanno formando prospettive senza precedenti per la rivoluzione:
“Dobbiamo intensificare la nostra attenzione rivoluzionaria e aumentare
la nostra preparazione politica, ideologica, organizzativa e militare
per poter usare queste opportunità nel miglior modo possibile per
gli interessi della nostra classe e conquistare le posizioni più
avanzate possibili per la rivoluzione proletaria mondiale.” L’esistenza
del Movimento Rivoluzionario Internazionalista e i partiti maoisti
in esso riuniti rappresentano una potente base per il raggiungimento
di questo scopo, e questo è quel che va fatto. In particolare, i
comunisti dovrebbero portare l’arma del marxismo-leninismo-maoismo
alle masse oppresse, perseverare nella dura lotta contro ogni tipo
di revisionismo, nuovo o vecchio, formare partiti maoisti ovunque
non esistono ancora e rafforzare quelli esistenti per preparare,
lanciare, sviluppare e portare alla vittoria la Guerra Popolare
per distruggere per sempre l’imperialismo e la reazione, e marciare
verso il futuro glorioso del comunismo.
26 dicembre 1993
Movimento Rivoluzionario
Internazionalista
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