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Documento adottato dal Congresso di fondazione del PCI(MLM) 1. La questione del potere, e di come sistemare i conti con esso, è già diventata la questione centrale su cui si focalizza l’attenzione della società. La situazione è senza precedenti , dopo la crisi del 1981-1982. Diverse classi e strati sociali, in un modo o nell’altro e a diversi gradi, considerano l’attuale situazione miserabile e intollerabile. Le masse odiano e condannano la razione dominante e il suo mostruoso sistema islamico. La religione ha perso legittimità tra le masse. 2. Il Partito Comunista dell’Iran (Marxista-Leninista-Maoista) [PCI(MLM)] è nato in queste condizioni e ha stabilito come compito centrale della rivoluzione la presa del potere politico attraverso la strategia della guerra popolare, e a questa si sta preparando. 3. Nel periodo attuale, l’acuirsi delle contraddizioni delle diverse classi con il regime, ha generato diverse forme di lotta e resistenza. Allo stesso tempo, si sono intensificate le rotture e i conflitti interni alle classi dominanti. 4. L’attuale periodo è caratterizzata da movimenti di massa di diverse classi sociali. Le masse hanno usato diverse forme spontanee di lotta e resistenza, e hanno assestato colpi al regime. Il giusto movimento dei lavoratori contro la povertà, la miseria e lo sfruttamento continua ininterrottamente. Negli ultimi mesi questo movimento si è intensificato ed è diventato più organizzato; ha adottato forme più combattive e in alcune occasioni ha spazzato via signorotti e stato. Si sono sviluppati il movimento studentesco e la resistenza e opposizione delle donne e dei giovani contro l’oppressione e la discriminazione politica sociale, e culturale. Nelle campagne, i contadini protestano contro la politica economica del governo. Nelle cinture periferiche della miseria urbana, cresce la lotta delle masse impoverite. Infine, le nazionalità oppresse lottano per le loro giuste rivendicazioni, specialmente nel Kurdistan. 5. Negli ultimi anni si sono aperte crepe e divisioni nella Repubblica Islamica sulla politica da adottare contro il riacutizzarsi delle lotte delle masse, in particolare su come reprimerle e contenerle. Le classi dominanti hanno lanciato la campagna della “seconda khordad” [la data delle elezioni presidenziali durante le quali il cosiddetto riformista Khatami arrivò alla presidenza, nel maggio del 1997] per contenere e sviare le lotte popolari, e salvare così la Repubblica Islamica dalla morte. Gli strateghi della campagna per la “seconda khordad” o “riconciliazione nazionale”, hanno tentato di forgiare un’alleanza con le forze intermedie fuori del governo, tanto le cosiddette forze “nazionali e religiose”, quanto gli intellettuali riformisti scontenti del governo. Con questa alleanza il governo ha tentato di riottenere l’appoggio dalle masse, sviandone le lotte. Si tratta di una alleanza di classe tra, da una parte, i rappresentanti politici della media borghesia e, dall’altra, il governo, rappresentante delle classi borghesi e latifondiste dipendenti dell’imperialismo. La strategia è lanciare appelli alla calma e alla riconciliazione tra masse scontente ed esasperate; propagandando la politica della non violenza e della pacificazione. Una strategia che cerca di rompere l’energia combattiva delle masse, organizzando “campagne elettorali”, e utilizzando le masse come esercito ignorante dell’una o dell’altra fazione del regime. Propagandano l’idea paralizzante che le masse devono scegliere il “male minore” e riporre le loro speranze nelle promesse di riforma e miglioramenti della Repubblica Islamica. L’esca all’amo della strategia della “riconciliazione nazionale” è che per le speranze del popolo di uscire dalla miseria, non c’e altra scelta se non tendere la mano ai signori di questo regime. 6. La strategia della “riconciliazione nazionale” è l’applicazione di una politica globale che portano avanti gli imperialisti in diverse parti del mondo per contenere e controllare il movimento di massa in ascesa. L’approfondimento della miseria e della povertà delle masse in tutto il mondo ha generato questi movimenti. Sebbene le contraddizioni interne di diverse frazioni della Repubblica islamica abbiano radici nei diversi gruppi economici, politici e militari rivali, ognuno di essi con diversi legami internazionali, il governo nel suo insieme ha l’appoggio delle potenze imperialiste. Gli imperialisti cercano di instaurare una stabilità e calma che li aiuti a ridurre delle tensioni politiche e sociali che potrebbero condurre all’indebolimento e alla disintegrazione della Repubblica Islamica. Temono la nascita e lo sviluppo della lotta delle masse, che potrebbe strappare il controllo della società al governo islamico. Nelle attuali condizioni, gli imperialisti promuovono questi obiettivi appoggiando la “seconda khordad” e la riforma del governo attuale, non la sua eliminazione. È certo che c’è una aperta rivalità tra le potenze imperialiste, Stati Uniti, l’Europa e la Russia conquistare e rafforzare il dominio sulla regione, ma dato il rapporto di forze e l’indebolirsi della contesa tra di essi, dopo la caduta del blocco sovietico, oggi ci più possibilità di perseguire un politica comune in Iran. 7. Le falle e le crepe nel governo della Repubblica islamica hanno indebolito le classi dominanti, aprendo la strada all’entrata delle masse nella lotta. Le crepe tra le diverse frazioni del governo sono reali, però tutte hanno un obiettivo comune: preservare il sistema dominante. Queste due fazioni della Repubblica islamica sono “due ali di uno stesso uccello”. La moderazione di una fazione è complemento dell’estremismo dell’altra. Mediante il terrore e la repressione, i conservatori fanno spazio ai “riformisti”. I “riformisti” calmano e addormentano le masse, aprendo così la via per i mezzi repressivi dei conservatori. Quando l’esistenza e gli interessi del sistema affrontano una sfida importante, le due bande si uniscono per reprimere la lotta delle masse. 8. Attraverso le elezioni presidenziali della “seconda khordad”, a maggio del 1997, il governo riuscì a seminare illusioni [sulla possibilità di autoriforma del sistema] tra le masse, e guadagnare tempo e opportunità. Ma negli ultimi anni, dopo lo smascheramento le vuote promesse del nuovo presidente e dei suoi seguaci, e con la ripresa di una repressione di massa, nella quale la fazione del nuovo presidente si è unita alla fazione conservatrice, la “seconda khordad” ha subito colpi importanti. In questo periodo sono cresciuti i movimenti di massa di diverse classi popolari, ed è iniziato una nuova stagione di lotte di massa contro il governo. Questo sviluppo è irreversibile il paese è gravido di ribellioni e avvenimenti esplosivi. 9. In tali condizioni, la lotta delle masse contro le classi dominanti si interseca a volte con i conflitti all’interno delle classi dominanti. Da una parte, la frazione della “seconda khordad” fa dei trucchi per infiltrarsi nei movimenti di massa per cancellare la differenza tra il popolo e il governo. Dall’altra parte, a volte, i conflitti interni della classi dominanti alimentano le fiamme di ribellioni che sfuggono al loro controllo. È importante adottare politiche e metodi rivoluzionari che impediscano al nemico di confondersi tra le file del popolo. LINEA E TENDENZE POLITICHE L’aumentata attività delle diverse forze di classe genera tendenze politiche contraddittorie. Queste tendenze si riflettono in tutti i movimenti sociali, e li influenzano, in maniera positiva o negativa. Nelle attuali condizioni, possiamo osservare le seguenti linee e tendenze politiche principali: 1. La linea riformista, che propaganda il “cretinismo parlamentare” e il legalitarismo (cioè, restringe la lotta nell’ambito della costituzione della Repubblica islamica) e si oppone alla lotta violenta contro il governo. La borghesia media e la piccola borghesia benestante, sotto il nome di “forze nazionali e religiose”, propagandano questa linea. Questa linea pone le basi principali della campagna della “seconda khordad”; il governo utilizza queste forze per realizzare la sua campagna della “seconda khordad” e salvare il sistema. 2. La linea che appoggia la conciliazione con l’imperialismo (la linea filoimperialista), che viene propagandata da un’ampia alleanza, che si estende dalle stesse classi dominanti fino a forze che sono fuori del governo, come quelle reazionarie monarchiche sconfitte [nel febbraio del 1979]. Queste forze cercano di dare a bere alle masse che l’unica soluzione ai problemi e alle difficoltà economiche è quella di stabilire relazioni più aperte e più profonde con l’imperialismo. Così vogliono indebolire lo spirito di autosufficienza e di indipendenza, tenerle in attesa delle grazie degli imperialisti e paralizzare così il popolo. 3. La linea sciovinista che, con la parola d’ordine “l’Iran agli iraniani”, aderisce all’alleanza della “seconda khordad”. Questa parola d’ordine viene propagandata da un settore delle classi dominanti e ha l’appoggio delle forze “nazionali e religiose”. La media borghesia, impaurita dallo spettro della disintegrazione dell’ordine stabilito e dell’economia, e dalle minacce alla sovranità del paese, diventa sempre più nazionalista. Questa linea sviluppa una tendenza dannosa, sia in seno al popolo e tra i lavoratori delle nazionalità dell’Iran, sia nel rapporto tra le masse oppresse dell’Iran e dell’Afghanistan, spargendo nel popolo lavoratore il seme della divisione e indebolendo l’unità la lotta dei popoli contro il regime islamico. 4. Negli ultimi anni si è rafforzato il nazionalismo delle nazionalità oppresse. Questo nazionalismo è sicuramente giusto. Ma, a differenza del periodo della rivoluzione del 1979, quando i comunisti e i rivoluzionari avevano un ruolo importante nei movimenti delle nazionalità oppresse, oggi la corrente riformista ha maggiore influenza. Per esempio, oggi, una forte corrente della classe borghese curda (al di fuori delle organizzazioni del movimento curdo) si è unita alla strategia della “seconda khordad” e ha propagandato una linea riformista nel movimento curdo. Sotto l’influenza di questa corrente, la linea delle principali organizzazioni della lotta nazionale del Kurdistan è diventata sempre più riformista nei rapporti col potere dominante. Questa tendenza nazionalista influisce negativamente sullo sviluppo di un movimento generale a livello nazionale per l’abbattimento del governo reazionario. 5. In opposizione alle citate linee e tendenze che impediscono l’avanzamento dei movimenti di massa contro il governo, nel seno delle rivolte e lotte popolari è nata una tendenza differente: il radicalismo, un’attitudine combattiva e violenta di fronte al potere politico dominante. Questa tendenza esprime la determinazione di classe delle masse profonde della società, riflette sia l’oppressione e l’intenso sfruttamento che subiscono, sia le condizioni di violenza in cui vivono e lavorano. Un’espressione singolare di questa tendenza sono stati la caccia e gli attacchi contro agenti e spie della Repubblica Islamica durante le sollevazioni di massa e gli agguati nei quartieri popolari. Un altro esempio sono gli assalti contro le pattuglie militari e gli incendi di posti di polizia, banche ed edifici governativi. Di pari passo con lo smascheraramento dell’inutilità delle linee riformiste, il radicalismo cresce e si sviluppa tra le masse. Insieme allo sviluppo di questa tendenza favorevole, che apre maggiori opportunità di sviluppare il pensiero rivoluzionario tra le masse, esiste, specie tra i giovani, una forte tendenza alla rottura con la religione e all’odio verso la sharia [leggi e regole islamiche] e le superstizioni. 6. Dati i fattori oggettivi e soggettivi menzionati, l’instabilità e le sempre più gravi crisi e frizioni, sicuramente seguiranno altre e più forti ribellioni e lotta di massa. L’estensione della povertà, la mancanza di diritti e di futuro e l’insicurezza che vivono le masse; l’incapacità del governo e dei suoi padroni imperialisti di risolvere i crescenti problemi della società; l’inefficacia del ricorso esclusivo a metodi di continua e nuda repressione; e l’irruzione nel campo della politica di una nuova generazione libera dello spirito di sconfitta e capitolazione; tutti questi sono fattori che assicurano che la tendenza più probabile è la recrudescenza delle crisi e della ribellione sociali. 7. In queste condizioni, come risultato delle sollevazioni sociali, si possono produrre alcuni cambiamenti nella forma e struttura di governo e alcuni modifiche del potere reazionario. Anche in questo caso, non cambierà il compito principale dei comunisti: la presa del potere politico mediante la guerra popolare. OPPORTUNITÀ RIVOLUZIONARIE 1. L’idea di cambiare l’ordine esistente è penetrata nelle diverse classi sociali, e ampi settori di massa sentono la necessità, e la possibilità, del cambiamento. Gran parte delle masse è già scesa in campo nella lotta, e questa lotta si sviluppa senza sosta. Le masse creano forme radicali di lotta offensiva. Oggi, le masse avvertono l’assenza di una forza rivoluzionaria che le diriga; cercano una filosofia, una via che possa risolvere i problemi fondamentali della società e portarle a realizzare sogni e aspirazioni. Hanno bisogno di un partito rivoluzionario che le guidi e lo hanno richiesto in mille modi. 2. La posizione del governo nei territori delle nazionalità oppresse è diventata più debole e fragile. Nel Kurdistan, che ha visto due decenni di lotta armata, esiste tra le masse un forte desiderio di prendere le armi e iniziare la lotta violenta contro il nemico. Inoltre, in alcuni casi, la scissione in diverse fazioni del governo ha portato a una risoluzione violenta delle dispute tra queste, che ha indebolito l’autorità della polizia. 3. In queste circostanze, per sviluppare ed estendere la propria influenza nella società, il partito ha una forza fondamentale che le forze delle altre classi non hanno: l’ideologia, la linea politica, il programma e la strategia del Partito Comunista, che corrispondono agli interessi a breve e a lungo termine delle masse oppresse e alla loro radicalità. I comunisti, lottando contro le forze delle altre classi e per la conquista delle masse, possono vincere solo persistendo nell’ideologia rivoluzionaria e nel difficile lavoro per far avanzare e propagandare il programma e la linea del partito. I COMPITI POLITICI ATTUALI DEL PARTITO PER LA PREPARAZIONE DELLA GUERRA POPOLARE 1. Per accumulare e sviluppare le proprie forze come passo verso l’inizio della guerra popolare, il partito comunista deve definire i propri compiti politici nella situazione attuale. Se adempie ai propri compiti con perseveranza e decisione, il partito potrà superare in maniera decisiva i suoi ritardi e porsi all’avanguardia della lotta di classe. Con lucidità politica e coraggio, potrà definire e tracciare nella pratica i propri compiti e portarli a compimento come passi necessari verso l’inizio della guerra popolare. Questo avrà un ruolo decisivo per passare dalle quinte alla prima scena. 2. Il partito deve essere parte dei movimenti di massa, affermare la sua politica rivoluzionaria e lottare per dare una direzione rivoluzionaria; deve conquistare, mobilitare e organizzare forze dall’interno dei movimenti di massa. Il partito deve agire nei movimenti che esprimono un maggiore potenziale per il suo rafforzamento come partito d’avanguardia e maggiore forza per l’inizio della guerra popolare, creando così condizioni favorevoli per lo sviluppo della rivoluzione. Per realizzare questi compiti, il partito deve denunciare e sconfiggere ogni strategia del nemico per arginare la sua crisi e i movimenti di massa. Ad ogni passo, il partito deve smascherare gli obiettivi delle misure repressive e gli inganni della reazione islamica. Il partito deve approfittare dell’opportunità attuale per organizzare le lotte di massa contro questi piani, in particolare contro le campagne elettorali del governo. 3. Il partito deve combattere le linee e tendenze reazionarie e conciliatorie espressione dalle classi borghesi e dominanti che influenzano il popolo. Contro la linea riformista, il partito deve sostenere la linea dell’insurrezione violenta; contro la linea filoimperialista, la linea dell’indipendenza e l’autostentamento; contro il pensiero religioso e la superstizione, il pensiero scientifico e avanzato del materialismo dialettico; contro lo sciovinismo e il nazionalismo, la linea internazionalista e il diritto delle nazioni all’autodeterminazione, compresa la separazione; e deve smascherare e combattere le idee patriarcali e maschiliste. 4. Il Partito Comunista di Iran (MLM) deve propagandare tra le masse popolari la sua costituzione e il suo programma. Deve individuare i punti di unità e le differenze esistenti tra il programma, la linea e gli scopi dei diversi partiti delle classi popolari e quelli della classe operaia e la rivoluzione di nuova democrazia. Deve chiarire e propagare continuamente la linea di demarcazione da questi partiti al fine di forgiare un fronte unito popolare sotto la direzione del partito. 5. Il partito deve definire parole d’ordine strategiche e tattiche, generali e particolari, per ogni periodo, e popolarizzarle tra le masse, come le seguenti: Viva la rivoluzione, viva il comunismo! Viva il marxismo-leninismo-maoismo! Alziamo la vittoriosa bandiera della guerra popolare! Viva il Movimento Rivoluzionario Internazionalista! Viva l’internazionalismo proletario! Viva la rivoluzione di nuova democrazia verso il socialismo! A morte la Repubblica Islamica e i suoi padroni imperialisti! Rompere le catene e scatenare la furia delle donne come forza poderosa per la rivoluzione! Uniamoci nel Partito Comunista dell’Iran (MLM)! Uniamoci nella preparazione della guerra popolare! Per il diritto all’autodeterminazione, fino alla separazione! A morte il regime teocratico! A morte la Repubblica islamica! Libertà per i prigionieri politici! Abbasso i nemici dei giovani! Distruggiamo la farsa elettorale! Bruciamo il hejab obbligatorio [il velo islamico]! Sotto questo regime la libertà di pensiero è impossibile! Facciamo del Kurdistan la tomba del fascismo! La terra ai contadini! Dirittto di organizzazione, diritto di sciopero! Libertà per i lavoratori in carcere! Basta con l’espulsione degli immigrati afgani!
APPENDICE ALLA RISOLUZIONE POLITICA: ANALISI DEL MOVIMENTO DI MASSA E I COMPITI DEL PARTITO I ripetuti sollevamenti di massa e i costanti movimenti delle differenti classi e settori sociali proiettano le masse nella vita politica. Il risultato di queste lotte sono variazioni e riallineamenti tra le differenti forze. I movimenti di massa sono un terreno importante per accumulare forze principali per l’inizio della guerra popolare. Ma questi movimenti devono essere portati fino in fondo, in modo che non si trasformino in una tappa provvisoria, poiché la guerra popolare non nascerà spontaneamente da questi movimenti riformisti e tanto meno dalle lotte politiche rivoluzionarie. Sebbene attualmente sia necessario portare a termine diversi tipi di attività tra le masse, l’inizio della guerra popolare non sarà una continuazione dell’attuale lotta delle masse. Per iniziare la lotta armata, la più alta forma di lotta, è necessaria una preparazione attiva e specifica. Mao ha detto che prima dell’inizio della guerra popolare tutto deve essere subordinato a questo compito. Ciò deve essere fatto in stretto legame con la lotta di classe e la pratica rivoluzionaria. Il partito deve trattare le lotte e i temi gli importanti politici del giorno che toccano le masse, analizzarli e determinare la propria posizione rispetto ad essi, con il massimo sforzo in parole e fatti. RIBELLIONI DI MASSA I combattivi e spontanei movimenti di massa nascono nei quartieri poveri e proletari delle città, su rivendicazioni economiche e contro l’oppressione dell’apparato statale… Dal punto di vista ideologico, nonostante l’odio generale verso il regime islamico, le masse sono ancora influenzate dalla superstizione e da idee religiose, la fede in un destino dato da dio resta comunque un ostacolo importante all’energia combattiva delle masse. Con una mano, le classi dominanti reazionarie seminano l’oppio della religione, con l’altra, tra i giovani, l’oppio vero e proprio della droga, per uccidere il loro spirito di rivolta. Soprattutto, l’ideologia e la cultura islamica dominanti nella società, propagandano tra le masse idee e comportamenti maschilisti, sciovinisti, oppressivi e misogini. Questo è un fattore importante che divide il popolo. Lo sciovinismo nazionalista (che nella sua forma più odiosa si accanisce contro le masse immigrate dall’Afghanistan) e la discriminazione religiosa (sciiti contro sunniti e Islam contro altre religioni) sono due fattori utilizzati coscientemente dal regime per dividere le masse. Per sviluppare l’influenza rivoluzionaria nei movimenti delle masse dei lavoratori, il Partito deve propagandare e lottare per l’unità e la solidarietà dei lavoratori di tutte le nazionalità; deve motivare e appoggiare la partecipazione delle donne; e deve criticare duramente il degrado e la discriminazione di genere e nazionalità. Il partito deve non solo alimentare la speranza e l’ottimismo tra le masse povere, ma anche dare ad esse una visione chiara della possibilità di cambiamento e indicare la vera via per la liberazione. Deve inoltre propagandare la necessità dell’unità rivoluzionaria tra di esse e altri settori delle masse. LA LOTTA OPERAIA Il movimento operaio… continua senza interruzioni. Negli ultimi anni, questi movimenti sono diventati più combattivi. Gli operai occupano le fabbriche, prendono in ostaggio i funzionari, chiudono le strade attorno alle fabbriche e sfidano le forze repressive dello stato. Il movimento operaio è spontaneo e non organizzato… L’economicismo e il sindacalismo indipendente sono una tendenza relativamente vecchia nel movimento operaio. Questa tendenza esiste nella forma di alcuni circoli dispersi, i cui membri facevano parte di organizzazioni di sinistra durante il periodo della rivoluzione del 1979. Dal punto di vista ideologico, alcuni di questi circoli si oppongono al partito rivoluzionario e alla necessità di armare con il marxismo-leninismo-maoismo le forze avanzate del movimento operaio e dei lavoratori in generale… Politicamente, questa tendenza allontana le masse dalla lotta rivoluzionaria contro il regime; restringe l’orizzonte della lotta e organizza gli operai per la sola lotta economica; in questo modo, non solo si indebolisce il ruolo e l’influenza degli operai nel movimento di massa in generale, ma si indebolisce anche la stessa capacità del movimento operaio di imporre al nemico le proprie rivendicazioni e di contrastare i suoi attacchi… Ma il problema più importante della linea economicista e sindacalista, è che essa nega la responsabilità della classe lavoratrice di dirigere la rivoluzione armata per sconfiggere il sistema di oppressione e sfruttamento e avanzare verso il socialismo e il comunismo mondiale. Questa linea chiama i lavoratori unicamente a fare richieste economiche, riconosce le organizzazioni economiche come strumento principale e lo sciopero come forma più importante di lotta. Perciò l’avanguardia comunista deve combattere questa linea, essenzialmente sul terreno degli obiettivi e organizzazione fondamentali della classe lavoratrice e della sua strategia per la presa del potere politico. LA LOTTA CONTADINA Negli ultimi anni, differenti settori di contadini hanno portato avanti lotte su differenti richieste. Queste lotte, però, sono state rimosse o dimenticate a causa della loro natura dispersa e limitata e della loro scarsa influenza politica, rispetto alla lotte nelle città. Alcuni delle istanze del movimento contadino sono state la lotta contro il ritorno dei grandi latifondisti nelle campagne, cui lo stato ha restituito le terre; la lotta contro i prezzi agricoli imposti dallo stato (lo stato compra i prodotti e vende merci, come fertilizzanti e sementi); e la lotta per i servizi sociali nelle campagne, come educazione e salute. Queste lotte sono hanno assunto la forma di proteste di fronte a uffici pubblici, attacchi ai latifondisti che si riprendevano le terre, blocchi stradali e scontri con le forze di polizia dello stato. In alcune regioni, come il Kurdistan, dove l’oppressione nazionale è fusa con l’oppressione sociale e di classe, la lotta contadina è continuata sotto l’ombrello del movimento nazionale… I contadini e altri settori che vivono nelle campagne, continuano a sopportare il pesante carico dei rapporti semifeudali, la tradizione e la superstizione religiosa. Le idee patriarcali e religiose, maschiliste e scioviniste hanno profonde radici nelle campagne. Per conseguenza, è necessario propagandare l’ideologia rivoluzionaria e lottare contro i differenti aspetti della tradizione e l’ideologia reazionaria per far scoppiare l’energia delle masse nelle campagne e attrarre le donne e gli uomini avanzati. Perché il partito possa portare avanti la strategia della guerra popolare, con le masse dei contadini poveri come forza principale e le campagne come principale campo di battaglia, esso deve scatenare le forze rivoluzionarie latenti nelle campagne. La gioventù dei villaggi vive assolutamente senza lavoro e luoghi di svago, e in cerca di lavoro o educazione, deve andare dalle campagne alla città; fanno politica più di altri e hanno il potenziale maggiore per acquisire coscienza rivoluzionaria e unirsi alle lotte e le organizzazioni, contro il regime. È importante appoggiare il movimento contadino e popolarizzare le sue richieste anche nelle altre lotte e movimenti di massa. IL MOVIMENTO DELLE DONNE … il partito comunista può e deve mobilitare e organizzare forze nuove, persistenti e combattive tra le masse oppresse, le donne lavoratrici e le combattenti rivoluzionari del movimento di emancipazione della donna. Ciò è necessario per portare avanti la rivoluzione proletaria e formare delle dirigenti e delle combattenti per il partito e la guerra popolare. Il partito deve motivare le donne a rompere le catene della tradizione che sono imposte loro nella famiglia e nella società. Deve anche smascherare le trappole che la Repubblica islamica reazionaria tende contro le donne, come il “femminismo islamico”… … di più, il partito deve lottare contro la linea revisionista e riduzionista che nega la necessità di lottare contro l’oppressione della donna come uno dei fronti più importanti di lotta contro il sistema reazionario. Questa linea nega tale necessità col pretesto di difendere la “lotta di classe”. Il partito deve criticare inoltre le politiche e idee riformiste all’interno del movimento delle donne. IL MOVIMENTO DEI GIOVANI Il movimento dei giovani si esprime principalmente nei movimenti dei quartieri e nel movimento studentesco… Negli ultimi anni la resistenza dei giovani nei quartieri si è intensificata al punto che si organizzano e pianificano per colpire, e perfino uccidere, le forze giovanili paramilitari del regime. La Repubblica Islamica, nel timore di veder crescere queste lotte violente, arresta e uccide questi giovani combattivi… Aumenta l’odio della gioventù verso la religione e le catene della tradizione. Questo prepara un terreno favorevole per propagandare un nuovo e avanzato pensiero proletario tra la gioventù. Per approfittare di questo terreno favorevole, tra i giovani il partito comunista deve lottare contro i comportamenti, i costumi e le credenze superstiziose, religiose e tradizionaliste, così come contro le concezioni e i valori dello sciovinismo maschilista e nazionalista. Deve anche trovare il modo di armare la nuova generazione di combattenti con l’esperienza politica della precedente generazione rivoluzionaria… IL MOVIMENTO CURDO Il movimento curdo ha un’importanza strategica dal punto di vista di alcuni degli obiettivi della rivoluzione proletaria (risolvere la questione della terra e la questione nazionale), così come dal punto di vista della strategia della guerra popolare e della costruzione di basi d’appoggio. Abbiamo l’esperienza vicina e diretta del ruolo che ha avuto il movimento curdo durante la rivoluzione del 1979 e delle sue conseguenze. Questo movimento dimostrò il suo potenziale rivoluzionario anche dopo la sanguinosa repressione, le ritirate e gli arretramenti delle forze politico-militari di questa regione, e durante l’ingannevole campagna della “seconda khordad”. Negli ultimi tre anni, ci sono state numerose rivolte sociali in Kurdistan, lanciate principalmente da donne e uomini giovani… Attualmente, la tendenza nazionalista nel movimento curdo è diventata più forte. Allo stesso tempo, le forze di questo movimento sono arrivate ad un punto morto nella lotta armata che portano avanti, e questo li ha portati a attenuarla o perfino a negarla sul piano teorico… [i cambiamenti in atto] potrebbero produrre l’allentamento o perfino il collasso del controllo del governo centrale sulla regione e la formazione di un potere locale dei partiti regionali. È anche possibile l’inizio in questa regione di una nuova ondata di lotta armata e scontri militari. Questa sarebbe per il partito un’opportunità favorevole per sviluppare la sua influenza. Perché sia in condizione di influenzare la situazione, il Partito deve trattare già da oggi le questioni chiave del movimento curdo: deve propagandare la necessità e possibilità di sviluppare la lotta armata in Kurdistan, smascherare tutte le trappole e manovre del regime e degli imperialisti in Kurdistan e lottare conto le tendenze riformiste nocive e le soluzioni nazionaliste parziali delle questioni nazionali e di classe in Kurdistan. |