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Dichiarazione rilasciata dal Partito Comunista del Nepal (Maoista) 11 giugno 2001 L’Ufficio Politico del nostro glorioso Partito Comunista del Nepal (Maoista) [PCN(M)], convocato per la discussione dell’orrendo massacro della famiglia reale, si è fruttuosamente concluso con una risoluzione di importanza duratura. Quella che segue ne è una breve sintesi. È oggi chiaro che questo orrendo massacro a palazzo reale è stato perpetrato come parte di una cospirazione degli imperialisti per “schiacciare” la guerra popolare maoista, che andata avanzando sotto forma di poderoso movimento patriottico e democratico popolare. Con le menzogne che diffondono, cercano di celare la strategia degli americani, che vogliono stringere il loro controllo dell’Asia meridionale per accerchiare la Cina, e quella degli indiani, che vogliono “consolidare” i loro interessi espansionistici. È chiaro come il sole che la ragione all’origine del massacro dell’intera famiglia reale è la riluttanza di Re Birendra a mobilitare l’esercito reale contro la guerra popolare e le altre forme del movimento patriottico, che avanza minacciando i piani di imperialisti ed espansionisti. Il ruolo di sicario infiltrato a palazzo avuto da Gyanendra in questo vile massacro sta sempre più venendo alla luce. “Una bugia tira l’altra” dice il proverbio. Lo confermano pienamente le stesse dichiarazioni del palazzo di questi giorni con cui si cerca di costruire le teorie più colorite per nascondere la cospirazione che ha prodotto il criminale eccidio. In questa situazione sarebbe grottesco anche solo pensare che la verità possa venire dalla cosiddetta commissione di inchiesta formata dagli stessi assassini. L’intera vicenda prova che la monarchia tradizionale fondata sul nazionalismo feudale è ormai finita. Re Birendra sarà ricordato nella storia per la sua adozione di politiche liberali nei confronti del movimento patriottico popolare e per la sua riluttanza a piegarsi agli imperialisti, principalmente all’espansionismo indiano. I veri patrioti nepalesi hanno già capito che, dal punto di vista sia legale che morale, Gyanendra, il principale artefice del massacro, non può pretendere di diventare re. La traditrice, corrotta assassina banda Girja, oggi più che mai servi dei servi, ha distrutto anche quel poco che il movimento popolare del 1990 aveva conquistato. Non può esserci servilismo peggiore che dare legittimità a quelli che hanno commesso questo crimine odioso, calpestando la loro stessa costituzione e sistema di valori. In questa situazione, dire che la monarchia tradizionale esiste ancora o parlare di difesa della costituzione e del parlamento attuale, che ha assassinato migliaia di patrioti, da Madan Bhandari a Re Birendra, significherebbe essere strumento degli assassini. In questo momento di grave crisi, una grave responsabilità storica sta sulle spalle di tutte le masse patriottiche nepalesi: restare saldamente uniti e difendere la sovranità e dignità nazionale. Per questo tutti i gruppi e forze politiche patriottiche, democratiche e sinistra devono autonomamente assumere l’iniziativa di formare un governo unitario provvisorio. Nelle attuali circostanze, in cui il sistema monarchico ha oggettivamente cessato di esistere, la formazione di un governo provvisorio avrebbe il ruolo storico di istituzionalizzare la repubblica democratica popolare. Lo stesso personale dell’esercito reale, in passato fedele a Re Birendra e alle masse patriottiche nepalesi non dovrebbe oggi difendere i servi dello straniero assassini ma adempiere al glorioso dovere verso il paese e sostenere la formazione del governo provvisorio delle masse patriottiche nepalesi. Per quei patrioti che vedono nella monarchia un mezzo per salvaguardare il paese, non c’è motivo di avere paura del movimento maoista, a che lo stesso Re Birendra guardava con occhio liberale. Se gli oltre 22 milioni delle masse nepalesi si uniscono, nessuna potenza al mondo potrà piegarli. Non è certo la cricca assassina Girja-Byrendra, servi dello straniero, ma un governo provvisorio rappresentante di tutte le masse patriottiche nepalesi, che può salvaguardare l’unità nazionale e portare progresso al paese. Per questo il nostro Partito è pronto ad unirsi apertamente con tutti i nepalesi patriottici, con piena coscienza e responsabilità. Non c’è altra via che questa per fare del Nepal il giardino in cui fiorisca una nuova unità nazionale fondata su tutto il popolo di tutti gli oppressi per classe, casta, nazionalità, regione e sesso. Pertanto, il nostro Partito fa appello a tutte le forze di sinistra, progressiste, patriottiche e democratiche e alle masse in generale a creare un poderoso movimento che possa concretizzare quella repubblica che già è nata dalla drammatica e vertiginosa catena di eventi recenti, unendo il paese in un governo provvisorio. In queste ore critiche, siamo ansiosi di dedicarci a braccia aperte a servire il paese. Presidente Prachanda Ufficio Centrale Partito Comunista del Nepal (Maoista) |